Nel 1894, a soli 21 anni, Guglielmo Marconi non era il tipico studente modello. Era un ragazzo ribelle che preferiva chiudersi nella sua villa, Villa Griffone, a Bologna a fare sperimenti. La sua ossessione? Spedire messaggi nell’aria senza usare nemmeno un filo.
 Il colpo di fucile: il “Big Bang” della radio….
Nell’estate del 1895, Marconi decide di fare la prova del nove. Porta i suoi attrezzi in giardino:
L’ obbiettivo e di far arrivare un segnale radio oltre una collina.
Il patto:
Marconi resta al trasmettitore; suo fratello Alfonso va dall’altra parte con il ricevitore.
Il successo:
Il segnale viaggia nell’aria, scavalca la collina e fa suonare un campanello. Alfonso, per la gioia, spara un colpo di fucile in aria. In quel momento è nata la comunicazione moderna.
Fatti incredibili su Marconi:
L’Italia non ci credeva: quando presentò l’idea al governo italiano, gli risposero: “Non ci interessa”. Sua madre, irlandese aveva capito il genio del figlio e lo portò a Londra. Lì trovò i soldi e il successo, diventando il primo vero “imprenditore del tech”.
Scampato al Titanic: Nel 1912 aveva il biglietto per il Titanic, ma partì tre giorni prima per lavoro. Fu la sua radio a salvare i 705 superstiti: senza l’SOS lanciato dai suoi apparecchi, sarebbero morti tutti.
Uno yacht come ufficio: Negli anni ’30 viveva sull’Elettra, una nave-laboratorio. Mentre navigava, scoprì le microonde: sì, quelle che oggi fanno funzionare il tuo Wi-Fi e il tuo cellulare!
Quando vinse il Nobel nel 1909, ammise onestamente di non sapere bene perché le onde viaggiassero così lontano. Lui era un “maker”: voleva che le cose funzionassero, alla teoria ci avrebbero pensato gli altri.
Il mondo in silenzio: Quando morì nel 1937, per due minuti accadde una cosa mai più ripetuta: tutte le radio del mondo smisero di trasmettere. Un silenzio globale per salutare l’uomo che aveva dato voce al pianeta.
In poche parole: Marconi ha trasformato un esperimento a Bologna nel mondo iper-connesso in cui viviamo oggi.