Se oggi puoi leggere questo articolo sul tuo smartphone o caricare il tuo pc, devi ringraziare un signore che amava passeggiare nei boschi e osservare la natura. Alessandro Volta non è stato solo un inventore; è stato colui che ha dominato l’elettricità, trasformandola da un gioco a una risorsa infinita per l’umanita’
Un inizio “silenzioso”
Nato a Como il 18 febbraio 1745, Alessandro non sembrava affatto intelligente. Anzi, iniziò a parlare solo a quattro anni, nel 1749. I genitori erano seriamente preoccupati, ma quel bambino stava solo accumulando curiosità: a soli 18 anni, nel 1763, era già in contatto con i più grandi fisici europei dell’epoca.
La grande sfida contro “l’elettricità animale”
Negli anni ’90 del Settecento, scoppiò una celebre disputa scientifica con Luigi Galvani. Galvani credeva che le rane avessero un’elettricità interna “vitale”. Volta non era d’accordo e passò anni a fare esperimenti per dimostrare che il segreto non era nella carne della rana, ma nel contatto tra metalli.
4. L’invenzione del secolo: La Pila (1800)
Il momento della svolta arrivò nel 1800. Volta annunciò ufficialmente l’invenzione della pila con una lettera datata 20 marzo 1800, inviata alla Royal Society di Londra. Era un cilindro fatto di dischi di zinco e rame separati da cartone imbevuto di acqua salata. Per la prima volta nella storia, l’uomo poteva generare un flusso continuo di corrente elettrica.
5. L’incontro con Napoleone (1801)
La notizia fece il giro del mondo. Nel 1801, Volta fu invitato a Parigi per presentare la sua invenzione all’Institut de France. Tra il pubblico c’era Napoleone Bonaparte, che rimase talmente sbalordito da premiarlo con una medaglia d’oro e, nel 1810, nominarlo Conte del Regno d’Italia.
Un’eredità immortale
Alessandro Volta e’ morto serenamente nella sua casa di Camnago il 5 marzo 1827, all’età di 82 anni.
Il suo nome è diventato eterno nel 1881, quando il Congresso Internazionale degli Elettricisti stabilì che l’unità di misura della forza elettromotrice si sarebbe chiamata Volt. Ogni volta che controlliamo il voltaggio di un apparecchio, stiamo rendendo omaggio a quel bambino di Como che aveva imparato a parlare tardi, ma che ha finito per insegnare al mondo come illuminare la notte.